Qualche giorno fa passeggiavo con un’amica… “quattro passi” dopo aver fatto della spesa in un periodo in cui le uscite, andare in giro è consentito, giustamente, solo per giusta causa. Questo per dire che il sottoscritto ogni tanto, o più correttamente “spesso”, sgarra. Per lo meno la mia coscienza, combinata con il senso civico, mi stavano disturbando facendo sentire la loro voce di dissenso. È importante in questo momento, come sempre d’altronde pensare agli altri: alla sicurezza altrui e personale; agli ammalati che sono lontani dagli affetti dei loro cari; a chi ha perso famigliari, parenti, amici, e conoscenti; alle persone che sono in prima linea, soprattutto infermieri e medici; a chi vive e vivrà situazioni economiche pesanti.

Nel video precedente di Have a Break (intitolato “Com-passione”), per chi ha avuto la bontà e pazienza di guardarlo, accennavo alla compassione: pensare agli altri implica che ci mettiamo, camminiamo “nelle scarpe degli altri” perché il nostro pensiero, appunto, si scaldi di com-passione: sentire con…

Ritornando alla camminata dell’atro giorno, visto che ho accennato al “camminare nelle scarpe altrui”, per me è semplice evitare uscite in questo periodo visto che viviamo in un luogo con spazzi immensi: le nostre abitazioni, il chiostro (dove giochiamo persino a pallavolo), la chiesa, la sala giochi con ping pong e calcio balilla. Diversa la situazione dell’amica con cui camminavo che vive in un appartamento: bello… con luce… con una bella vista, pur sempre le quattro mura di un appartamento. Molte persone vivono in situazioni ancora più ristrette e anguste per usare un termine aulico capace di rendere il significato che comunica.

Il senso della riconoscenza, essere grati e come si dice in inglese “not taking it for granted”… il dire grazie! E allo stesso tempo saper guardare oltre il proprio mondo e abbracciare l’altro… Proprio ieri sera parlando al telefono con mio papà, il suo commento ad un certo punto è stato: se questa è la nostra situazione e queste sono le nostre difficoltà e sofferenze, come hanno fatto i nostri nonni in tempi di guerra? Come fanno le persone in situazione di guerra oggi ed i profughi ad andare avanti? Ogni tanto mi capita di essere d’accordo con mio papà!

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