Descrizione Progetto

Transetto di destra

Frammento dell’arca di Angelo Simonetta
Il Simonetta, consigliere ducale, fu tra i principali benefattori nella ricostruzione della chiesa del Carmine (il suo stemma si trova nelle chiavi di volta delle campate). Nel 1457 fece erigere la cappella dell’Annunziata (poi soppressa) dove fece costruire il suo monumento funebre (1472).
Il frammento è costituito da una base rettangolare, sormontata da un triangolo al cui vertice è posta la statua del Simonetta in abiti militari (lo scudo riproduce lo stemma scaligero).
La parte sottostante è divisa in tre scomparti: nei laterali le raffigurazioni sono state scalpellate; nella parte centrale di buona fattura artistica è raffigurata la Pietà.

La risurrezione di Lazzaro
Il dipinto del 1597 è stato eseguito da Mauro della Rovere detto il Fiammenghino. In primo piano sono posti in evidenza gli strumenti usati per scoperchiare il sepolcro. Tre personaggi sono messi in evidenza: la solenne e serena potenza di Gesù, lo stupore e la riconoscenza di Lazzaro e di colui che lo aiuta ad uscire dal sepolcro. In secondo piano Marta e Maria in atteggiamento di devozione. Il quadro è completato dalla folla variopinta di volti ravvicinati e stupiti e dallo sfondo di un parco e di un colonnato in scorcio che dona una immensa profondità alla scena.

L’immacolata ed i Santi Antonio da Padova, Francesco d’Assisi, Chiara e Cecilia o Barbara
Opera di Carlo Francesco Nuvolone, datata intorno al 1650, che risente dell’influenza della scuola bolognese di Guido Reni. La Madonna, avvolta in un ampio manto blu, sostiene il Bambino che calpesta il drago, mentre s’intravede la falce di luna che svanisce nelle nubi sfumate in un gruppo di putti. Tre dei quattro Santi sono facilmente identificabili: S. Antonio da Padova con il Bambino in Braccio, S. Francesco con le stigmate, S. Chiara con l’ostensorio. La Santa in primo piano che indossa un abito rosa e un drappo giallo non è identificabile con certezza (S. Barbara?).

Monumento funebre ai coniugi Barbò
Il monumento, opera di Gaetano Monti, fu eretto nel 1845 su commissione dei figli dei coniugi Adalberto Giuseppe e Francesca Barbò. La base rettangolare sopraelevata è decorata al centro da due tondi con i ritratti dei sepolti. Nella parte superiore, all’interno di un arco ad ogiva, definito da due pilastri scanalati e cuspidati e sormontati da un timpano con angelo all’apice, è situato un rilievo di stampo neoclassico. Esso raffigura Cristo Redentore tra la Madonna e S. Carlo, in atto di accogliere Francesca Barbò presentata dal marito, mentre in basso una donna velata ripone fiori sul loro sepolcro.